CISTI PILONIDALE
La cisti pilonidale è una patologia infiammatoria dell’area sacro-coccigea, localizzata in genere nella linea mediana interglutea, superiormente al margine anale. È una condizione tipicamente acquisita, che si manifesta con maggiore frequenza nei soggetti giovani, prevalentemente di sesso maschile, e con caratteristiche somatiche predisponenti, come abbondante peluria, sudorazione eccessiva e prolungata posizione seduta.
L’eziopatogenesi è legata alla penetrazione dei peli nella cute, con successiva reazione infiammatoria da corpo estraneo. Questo processo può evolvere in forma cronica oppure complicarsi in forma acuta, con la formazione di un ascesso pilonidale, caratterizzato da dolore, tumefazione e fuoriuscita di materiale purulento. Nei casi cronici si osserva spesso la presenza di orifizi cutanei secondari, dai quali può fuoriuscire essudato sieroso o sieropurulento.
La diagnosi è essenzialmente clinica e si basa sull’osservazione diretta della lesione e sulla valutazione dell’eventuale attività infiammatoria in atto. L’intervento terapeutico varia in base al quadro clinico: nelle forme acute si rende necessario il drenaggio chirurgico dell’ascesso, mentre nelle forme croniche è indicato il trattamento chirurgico radicale, volto all’asportazione del tessuto patologico.
Attualmente, le tecniche chirurgiche si sono evolute verso approcci mini-invasivi, come la sinusectomia endoscopica (EPSiT) o la tecnica di Bascom modificata, che consentono una riduzione del trauma chirurgico, una ripresa funzionale più rapida e una diminuzione del tasso di recidiva rispetto alle tecniche tradizionali a cielo aperto.
Il trattamento della cisti pilonidale richiede un’accurata valutazione specialistica, al fine di scegliere la strategia terapeutica più adatta al singolo paziente. Un approccio tempestivo e personalizzato rappresenta il presupposto fondamentale per la risoluzione definitiva della patologia e per la prevenzione delle complicanze.
La cisti pilonidale è una patologia infiammatoria dell’area sacro-coccigea, localizzata in genere nella linea mediana interglutea, superiormente al margine anale. È una condizione tipicamente acquisita, che si manifesta con maggiore frequenza nei soggetti giovani, prevalentemente di sesso maschile, e con caratteristiche somatiche predisponenti, come abbondante peluria, sudorazione eccessiva e prolungata posizione seduta.
L’eziopatogenesi è legata alla penetrazione dei peli nella cute, con successiva reazione infiammatoria da corpo estraneo. Questo processo può evolvere in forma cronica oppure complicarsi in forma acuta, con la formazione di un ascesso pilonidale, caratterizzato da dolore, tumefazione e fuoriuscita di materiale purulento. Nei casi cronici si osserva spesso la presenza di orifizi cutanei secondari, dai quali può fuoriuscire essudato sieroso o sieropurulento.
La diagnosi è essenzialmente clinica e si basa sull’osservazione diretta della lesione e sulla valutazione dell’eventuale attività infiammatoria in atto. L’intervento terapeutico varia in base al quadro clinico: nelle forme acute si rende necessario il drenaggio chirurgico dell’ascesso, mentre nelle forme croniche è indicato il trattamento chirurgico radicale, volto all’asportazione del tessuto patologico.
Attualmente, le tecniche chirurgiche si sono evolute verso approcci mini-invasivi, come la sinusectomia endoscopica (EPSiT) o la tecnica di Bascom modificata, che consentono una riduzione del trauma chirurgico, una ripresa funzionale più rapida e una diminuzione del tasso di recidiva rispetto alle tecniche tradizionali a cielo aperto.
Il trattamento della cisti pilonidale richiede un’accurata valutazione specialistica, al fine di scegliere la strategia terapeutica più adatta al singolo paziente. Un approccio tempestivo e personalizzato rappresenta il presupposto fondamentale per la risoluzione definitiva della patologia e per la prevenzione delle complicanze.