CHIRURGIA ROBOTICA

Le ernie della parete addominale rappresentano una condizione chirurgica frequente, caratterizzata dalla fuoriuscita di visceri o tessuti intra-addominali attraverso un difetto acquisito o congenito della fascia muscolare. Quando il difetto si verifica in corrispondenza di una pregressa incisione chirurgica, si parla di laparocele (o ernia incisionale), una complicanza potenzialmente invalidante degli interventi addominali.

Le ernie addominali possono localizzarsi in sedi differenti, le più comuni delle quali sono:

  • Ernia inguinale (diretta o indiretta),

  • Ernia crurale,

  • Ernia ombelicale,

  • Ernia epigastrica,

  • Ernie rare (Spigelio, otturatoria, lombare, ecc.).

Il laparocele, invece, si sviluppa in corrispondenza della linea di incisione chirurgica per indebolimento della parete, spesso favorito da fattori predisponenti quali infezioni del sito chirurgico, obesità, malnutrizione, terapie corticosteroidee, gravidanza o aumentata pressione endoaddominale cronica (es. tosse cronica, stipsi, ascite).

La sintomatologia può variare da asintomatica (ernia clinicamente evidente ma non dolente), fino a quadri di dolore addominale, fastidio sotto sforzo e sensazione di peso. La complicanza più temibile è la strozzatura erniaria, che si verifica quando il viscere erniato rimane incarcerato nel sacco erniario e va incontro a sofferenza vascolare e necrosi: in questi casi è richiesto un intervento chirurgico in urgenza.

La diagnosi è prevalentemente clinica, supportata da ecografia o TAC addominale nei casi dubbi o complessi, come nei laparoceli di grandi dimensioni.

Il trattamento chirurgico rappresenta l’unica terapia definitiva. Le tecniche attuali prevedono la riparazione del difetto della parete con posizionamento di reti protesiche in materiale sintetico, al fine di ridurre il rischio di recidiva e ripristinare l’integrità funzionale della parete addominale.

Gli approcci chirurgici disponibili includono:

  • Tecnica tradizionale a cielo aperto, indicata in caso di ernie complesse o laparoceli voluminosi;

  • Chirurgia laparoscopica, sempre più diffusa per le ernie inguinali bilaterali, crurali e per alcuni laparoceli, grazie alla minore invasività, alla riduzione del dolore post-operatorio e a un recupero più rapido;

  • In casi selezionati, si valutano approcci robotici, che offrono una precisione superiore nella dissezione e nella sutura.

La scelta della tecnica viene personalizzata in base a localizzazione, dimensione, caratteristiche del paziente, presenza di patologie associate e pregressi interventi chirurgici.

Un trattamento tempestivo consente di evitare le complicanze e di ripristinare la funzione addominale, migliorando la qualità di vita e prevenendo ulteriori deterioramenti della parete muscolare.

Le ernie della parete addominale rappresentano una condizione chirurgica frequente, caratterizzata dalla fuoriuscita di visceri o tessuti intra-addominali attraverso un difetto acquisito o congenito della fascia muscolare. Quando il difetto si verifica in corrispondenza di una pregressa incisione chirurgica, si parla di laparocele (o ernia incisionale), una complicanza potenzialmente invalidante degli interventi addominali.

Le ernie addominali possono localizzarsi in sedi differenti, le più comuni delle quali sono:

  • Ernia inguinale (diretta o indiretta),

  • Ernia crurale,

  • Ernia ombelicale,

  • Ernia epigastrica,

  • Ernie rare (Spigelio, otturatoria, lombare, ecc.).

Il laparocele, invece, si sviluppa in corrispondenza della linea di incisione chirurgica per indebolimento della parete, spesso favorito da fattori predisponenti quali infezioni del sito chirurgico, obesità, malnutrizione, terapie corticosteroidee, gravidanza o aumentata pressione endoaddominale cronica (es. tosse cronica, stipsi, ascite).

La sintomatologia può variare da asintomatica (ernia clinicamente evidente ma non dolente), fino a quadri di dolore addominale, fastidio sotto sforzo e sensazione di peso. La complicanza più temibile è la strozzatura erniaria, che si verifica quando il viscere erniato rimane incarcerato nel sacco erniario e va incontro a sofferenza vascolare e necrosi: in questi casi è richiesto un intervento chirurgico in urgenza.

La diagnosi è prevalentemente clinica, supportata da ecografia o TAC addominale nei casi dubbi o complessi, come nei laparoceli di grandi dimensioni.

Il trattamento chirurgico rappresenta l’unica terapia definitiva. Le tecniche attuali prevedono la riparazione del difetto della parete con posizionamento di reti protesiche in materiale sintetico, al fine di ridurre il rischio di recidiva e ripristinare l’integrità funzionale della parete addominale.

Gli approcci chirurgici disponibili includono:

  • Tecnica tradizionale a cielo aperto, indicata in caso di ernie complesse o laparoceli voluminosi;

  • Chirurgia laparoscopica, sempre più diffusa per le ernie inguinali bilaterali, crurali e per alcuni laparoceli, grazie alla minore invasività, alla riduzione del dolore post-operatorio e a un recupero più rapido;

  • In casi selezionati, si valutano approcci robotici, che offrono una precisione superiore nella dissezione e nella sutura.

La scelta della tecnica viene personalizzata in base a localizzazione, dimensione, caratteristiche del paziente, presenza di patologie associate e pregressi interventi chirurgici.

Un trattamento tempestivo consente di evitare le complicanze e di ripristinare la funzione addominale, migliorando la qualità di vita e prevenendo ulteriori deterioramenti della parete muscolare.

Giovanni Mariotta - MioDottore.it
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